Alzheimer: innovazioni in Europa nella pratica clinica
L’emergere di terapie modificanti la malattia (DMT), biomarcatori ematici (BBM) e soluzioni digitali per la diagnosi precoce sta inaugurando un’era di trasformazione nella diagnosi e nell’assistenza per la malattia di Alzheimer (AD).
Queste innovazioni portano nuova speranza e una concreta opportunità di ripensare il percorso del paziente, rendendo le diagnosi più precoci e accurate, e le cure personalizzate non solo possibili, ma sempre più accessibili.
In tutta Europa, professionisti dedicati e istituzioni pionieristiche stanno guidando l’innovazione nella pratica clinica. Sebbene i progressi siano disomogenei, questa diversità rappresenta un’opportunità preziosa per ampliare i modelli di successo e migliorare l’equità lungo tutto il percorso del paziente.
Un nuovo rapporto pubblicato, Future-proofing the Alzheimer’s Disease Healthcare Journey, mette in evidenza soluzioni efficaci e scalabili per la rilevazione, la diagnosi e la cura dell’AD in Europa. Realizzato da Shift Health con il finanziamento della piattaforma Alzheimer’s disease della Federazione Europea delle Industrie e Associazioni Farmaceutiche (EFPIA), il rapporto esamina le migliori pratiche emergenti in otto Paesi: Polonia, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Svezia, Germania, Cechia e Slovenia.
“Condividendo esempi concreti di come tradurre i progressi scientifici in un’assistenza migliore, questi studi di caso mostrano cosa è possibile ottenere”, ha dichiarato Nathalie Moll, Direttore Generale di EFPIA. “Quando accompagnata da investimenti nei sistemi sanitari, l’innovazione non offre solo speranza, ma anche un’opportunità concreta per reinventare il percorso del paziente, consentendo diagnosi più precoci e una migliore qualità di vita su larga scala”.
Imparare dalle migliori pratiche
Lo studio identifica 26 iniziative con potenziale di espansione in tutta Europa, suddivise in tre aree tematiche principali e interconnesse:
- Strumenti per la rilevazione e la diagnosi precoce: approcci innovativi stanno riducendo i tempi di diagnosi, i costi e favorendo interventi più tempestivi.
Esempio concreto:
Mindmore® – una piattaforma digitale clinicamente validata proveniente dalla Svezia che trasforma le tradizionali valutazioni cognitive cartacee in un formato digitale intuitivo. Consentendo test più accessibili e rapidi, facilita la diagnosi precoce e uno screening cognitivo più efficiente nei contesti di medicina di base.
Fa risparmiare ai sistemi sanitari circa 150 € per test, aumentando del 119% il numero di pazienti valutati. Solo nelle 21 cliniche all’interno dei confini della città di Stoccolma, questi miglioramenti si sono tradotti in risparmi annuali di almeno 2 milioni di euro.
- Modelli di cura integrata e multidisciplinare: gli attori del settore stanno adottando paradigmi di assistenza che migliorano la qualità, l’efficienza e la personalizzazione delle cure per la demenza.
PASSCOG, lanciato in Francia dall’Associazione Aloïs, integra medici di base formati, supportati a distanza da esperti cognitivi tramite teleconsulenze, nel percorso diagnostico – spostando le valutazioni dagli ospedali sovraccarichi alle cliniche locali più accessibili.
Tra i primi 1.060 partecipanti, il 28% dei percorsi diagnostici è stato avviato e guidato dai medici di base, riducendo il tempo medio dalla prima visita alla diagnosi confermata da nove a soli quattro mesi. L’estensione a livello nazionale è prevista per il 2026.
- Decisioni basate sui dati e ottimizzazione dei sistemi: registri, collegamenti nazionali dei dati e iniziative transfrontaliere stanno migliorando il monitoraggio e la pianificazione, trasformando i dati in diagnosi migliori, sistemi più efficienti e cure più eque per le persone affette da AD.
Il registro digiDEM Bayern segue oltre 1.500 pazienti affetti da demenza e i loro caregiver in tutta la Baviera, raccogliendo dati a lungo termine su esiti clinici, qualità della vita, carico dei caregiver e utilizzo dei servizi tramite una piattaforma digitale. I dati reali raccolti aiutano a individuare le lacune e a migliorare l’assistenza, oltre a supportare la pianificazione e la ricerca.




































































