L’evoluzione del confezionamento monodose secondo Universal Pack

Universal Pack si pone all’avanguardia delle tecnologie per il packaging, grazie a un approccio che punta su test scientifici, confronto con il cliente e sviluppo di soluzioni uniche.

di Alessandro Bignami

 

Alta velocità, flessibilità e soluzioni uniche. Sono alcune delle caratteristiche su cui Universal Pack continua a lavorare per sviluppare tecnologie di confezionamento in grado di soddisfare le richieste complesse del settore farmaceutico. Simone Marzi, Sales Director Pharma Division, ci ha aiutato a comprendere l’approccio tecnologico e scientifico dell’azienda specialista nella progettazione e realizzazione di macchine per il packaging monodose. La divisione Pharma produce in particolare soluzioni per il confezionamento di polveri, liquidi e compresse in sachet, stick pack e astucci.

 

Simone Marzi, partiamo dall’evento PharmaUp che avete organizzato lo scorso settembre: ha generato in questi mesi contatti e spunti tecnologici di qualità?

“PharmaUp è nato anzitutto dal desiderio di accogliere i clienti nella nostra realtà. Si è però rivelato qualcosa di molto più di un tradizionale open house: ha incluso iniziative di intrattenimento e convivialità, tra cui la visita all’autodromo Misano World Circuit Marco Simoncelli, e soprattutto ha ospitato un forum di approfondimento normativo e tecnologico con la presenza di esperti di packaging farmaceutico, tra cui specialisti di materiali, tecnologie di stampa e tracciabilità. PharmaUp è stato molto apprezzato dai partecipanti e ha generato una serie di interessanti contatti, che stiamo ora portando avanti con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti”.

 

UniversalPack

Simone Marzi, Sales Director Pharma Division di Universal Pack

Quali novità tecnologiche, in particolare nell’ambito delle imbustatrici per la farmaceutica, state proponendo attualmente?

“Stiamo portando avanti tecnologie dalle performance eccellenti e per esigenze complesse, con un focus sul settore delle compresse sia effervescenti sia rivestite (coated tablet) e sul confezionamento di capsule softgel. Sviluppiamo soluzioni in grado di gestire varie tipologie di compresse sulla stessa confezionatrice, garantendo velocità e prestazioni alte. È una strategia fondamentale per rispondere alla crescente richiesta, da parte delle industrie, di confezionare anche le compresse in bustine sachet e stick pack. Puntiamo molto sul trend tecnologico dell’High Speed, con la realizzazione di macchine multifila, spesso integrate con astucciatrici a moto intermittente o continuo per la raccolta di sachet e stick in astucci preincollati o fustellati stesi.

Altra tecnologia interessante che stiamo proponendo con successo nel pharma riguarda le macchine per il doppio riempimento (dual filling), che consentono il dosaggio separato di due prodotti diversi, in particolare il principio attivo e l’eccipiente, nella stessa bustina. Si tratta di una soluzione che porta dei vantaggi importanti a livello di processo, unendo flessibilità, precisione e alta produttività. L’eliminazione della fase di premiscelazione ottimizza la linea produttiva e permette il dosaggio di una quantità uniforme e precisa del principio attivo. Con il prodotto premiscelato, la quantità di API trasportata e dosata in ogni bustina risente infatti di una maggiore percentuale di incertezza”.

Quali sono le tipologie di confezione monodose oggi più richieste?

“La bustina sachet a 4 saldature mantiene la sua posizione sul mercato, mentre a registrare la crescita più intensa negli ultimi anni è stata la confezione in stick pack, più ancora nel settore nutraceutico che nel pharma. Ad essere apprezzata è la sua semplicità di utilizzo: essendo stretto e lungo, lo stick pack consente di versare il prodotto comodamente nel bicchiere o anche di assumerlo direttamente in bocca. A ciò si aggiunge la riduzione dei costi relativi al materiale, dato che ne serve circa il 25% in meno rispetto alla tradizionale bustina”.

UniversalPack

Linea completa interamente progettata da Universal Pack per un’azienda farmaceutica europea. Tra le sue caratteristiche: doppio dosatore per polveri per il dosaggio di due prodotti diversi nella stessa busta; design ottimizzato per lavorare con polveri farmaceutiche termosensibili

Il PPWR, il nuovo regolamento europeo per gli imballaggi, vi sta sottoponendo nuove sfide tecniche nella progettazione dei macchinari?

“Pone sicuramente delle sfide, che ci vedono però impegnati già da diversi anni. In collaborazione con i principali fornitori di materiali per il packaging, da tempo infatti eseguiamo studi e test interni, che oggi ci consentono di presentarci già pronti e in grado di rispondere alle richieste del nuovo regolamento. Questa evoluzione sta investendo soprattutto i settori nutraceutico e alimentare, mentre sarà più graduale nel pharma per diversi fattori, a partire dai maggiori test di stabilità necessari e dai requisiti di sicurezza. In fase di design, abbiamo adattato le macchine all’uso di materiali riciclabili, che incidono su diverse operazioni, come la saldatura e il trasporto. Abbiamo già raggiunto performance paragonabili al confezionamento con i materiali tradizionali”.

Ci può fare un esempio di cosa può cambiare nella progettazione della macchina per il confezionamento con materiali riciclabili?

“Una delle differenze sostanziali è dovuta all’impiego di monomateriali anziché multistrato. Ciò comporta caratteristiche tecniche diverse: una di queste riguarda il punto di fusione che nel multistrato rimane più basso all’interno, dove c’è il polietilene, mentre nel monomateriale è pressoché uniforme. Ne consegue che i materiali riciclabili richiedono un processo con elevata omogeneità di temperatura e pressione per non rischiare di scogliere il film in fase di saldatura”.

 

UniversalPack

Alfa Flexi, la soluzione stick pack più flessibile progettata da Universal Pack. Offre cambi formato rapidi e possibilità di dosare sia polveri che liquidi sulla stessa macchina

La validazione delle vostre confezionatrici è un aspetto che curate molto. Per l’esecuzione dei test vi avvalete anche di partner o società di consulenza esterne?

“No, una nostra area interna gestisce l’intera documentazione di validazione e le analisi funzionali. D’altronde le nostre macchine, studiate a partire dalle specifiche esigenze dei clienti, sono esemplari unici e quindi difficilmente valutabili da società esterne. Le nostre procedure di qualifica riguardano in particolare la progettazione, l’installazione, l’operatività e le prestazioni. Forniamo inoltre la documentazione FDS (Specifiche di Progettazione Funzionale), HDS (Specifiche di Progettazione Hardware) e SDS (Specifiche di Progettazione Software)”.

Il vostro laboratorio di ricerca e sviluppo come interagisce con i reparti di progettazione e costruzione?

“Da sempre investiamo molto in ricerca e sviluppo e nell’innovazione di processo. Per questo, Universal Pack ha creato un laboratorio interno per supportare il processo di ingegneria con la ricerca scientifica metodica e continua. In particolare, il lavoro di ricerca che avviene nel nostro laboratorio prevede una serie di test microbiologici e microchimici approfonditi sui prodotti e sui laminati che saranno utilizzati nel confezionamento.

Il laboratorio, tecnologicamente molto avanzato, svolge un ruolo chiave in fase di valutazione preliminare del progetto, consentendoci di costruire una macchina ad hoc per l’applicazione richiesta, in tutte le sue parti: dal sistema di dosaggio a quello di aspirazione, fino ai gruppi di saldatura, con una definizione esatta delle performance. Ma il laboratorio è fondamentale anche dopo la vendita e l’installazione della macchina.

Può infatti accogliere le richieste di un cliente, che ha bisogno di cambiare il prodotto da confezionare, adattando la macchina e testandone nuovamente le prestazioni. È un servizio che viene richiesto molto dalle CDMO che, lavorando per terzi, devono essere molto versatili. Il laboratorio R&D rappresenta dunque un luogo aperto al confronto con i clienti, finalizzato alla messa a punto di soluzioni innovative e personalizzate”.

UniversalPack

Tipologie di packaging prodotte dalle macchine e linee di Universal Pack: stick pack, sachet e astucci di ogni formato e tipologia

Quale impatto sta avendo l’IA nelle tecnologie per il packaging farmaceutico?

“È già molto presente nel conditon monitoring e nella definizione delle attività di manutenzione. Un’altra applicazione interessante riguarda il controllo qualità, attraverso il supporto di sistemi di visione e di tracciabilità. Con l’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati diventa estremamente accurata, sempre nell’ottica del miglioramento continuo delle prestazioni.

Ma guardiamo con attenzione alle sue potenzialità anche in fase di post-vendita e assistenza tecnica. Stiamo infatti sviluppando un service virtuale in grado di ricevere ed elaborare richieste provenienti da qualsiasi parte del mondo a qualsiasi ora, sia per il setting delle macchine sia per la risoluzione di inconvenienti tecnici. Ovviamente il servizio si aggiunge e rafforza quello dei nostri operatori umani, che resteranno centrali”.

 

Proponete dei servizi anche per la manutenzione preventiva?

“Molte funzionalità sono messe a disposizione già a livello di HMI, che tramite alert suggerisce all’operatore alcune azioni per mantenere la massima efficienza della macchina: dalla lubrificazione alla sostituzione di dispositivi e componenti. Inoltre, alleghiamo la documentazione MBTF (Mean Time Between Failure) che – riportando il livello di criticità, il lifecycle e il tempo di sostituzione per ogni componente – fornisce al cliente le informazioni per programmare al meglio la manutenzione preventiva.

Da diversi anni offriamo anche la visita di un nostro tecnico a cadenza semestrale o annuale per verificare lo stato della macchina ed eventualmente aggiornare la formazione del personale del cliente. L’obiettivo è seguire, a fianco dell’utilizzatore, l’intero percorso della macchina, consentendone la manutenzione continua e il mantenimento delle performance”.

UniversalPack

Il team di Universal Pack presente all’evento PharmaUP nel 2025

Come siete organizzati a livello internazionale per i vostri servizi di vendita e assistenza?

“Nostri agenti locali operano in quasi tutto il mondo: si tratta di operatori specializzati che vengono direttamente formati da Universal Pack. Tramite la loro relazione con il cliente sul campo, riusciamo a essere presenti con tempestività in tutti i continenti. In caso di interventi particolarmente complessi viene inviato un nostro tecnico dalla sede italiana”.

Quali sono le tendenze che secondo lei emergeranno con più evidenza nel mercato farmaceutico dei prossimi anni?

“Sono convinto che il confezionamento monodose in bustine sachet e stick pack sia destinato a crescere ancora e notevolmente. Si sta imponendo infatti l’esigenza di comodità dell’utente, che vuole avere prodotti facili da portare con sé e assumere ovunque. Nel pharma vedo insomma prospettive positive. Certamente, le sfide che ci attendono saranno molte e non semplici, ma abbiamo tutte le carte in regola per vincerle”.

In apertura, Showroom di Universal Pack. Da singole macchine a linee complete per l’astucciamento, l’azienda serve svariati mercati tra cui farmaceutico, nutraceutico, alimentare, cosmetico e chimico

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