PVS e ITS Giulio Natta insieme per formare il futuro del pharma

La collaborazione fra ITS Academy Giulio Natta e la società di convalida e qualifica PVS è una risposta concreta alla necessità di colmare il gap di competenze tecniche nell’impiantistica farmaceutica e di dare una solida prospettiva occupazionale alle nuove generazioni. Abbiamo parlato con i protagonisti di questa iniziativa.

 

a cura di Alessandro Bignami

La formazione è un tema chiave ormai da diversi anni, sul quale si giocano la competitività e la crescita dell’industria italiana ed europea. Più che mai questo è evidente nei comparti produttivi ad alto contenuto tecnologico e di ricerca, come il chimico-farmaceutico.

Da un lato, aumenta fra i giovani studenti l’interesse verso il mondo Pharma e Life Sciences, per la prospettiva di stabilità e la vocazione innovativa. Ma dall’altro resta il gap tra competenze richieste e quelle rese disponibili dal tradizionale sistema scolastico. In tale contesto, assumono particolare valore le iniziative di collaborazione fra istituti tecnico-scientifici e aziende specializzate del territorio.

Da tempo, l’ ITS Academy Giulio Natta persegue questa strategia di coinvolgimento e interazione con le realtà produttive, portando gli operatori in aula e gli studenti presso gli stabilimenti. Per il corso Impianti Farmaceutici, all’interno del modulo formativo Impianti Chimici, l’ITS ha avviato nel 2023 una collaborazione con PVS, società che offre servizi di convalida, qualifica, conformità a carattere GxP, oltre che di assistenza e convalida per gli analizzatori di carbonio organico totale (TOC) destinati alla misura del parametro in acque ad uso farmaceutico ed elettronico, o per applicazioni speciali.

Per saperne di più sugli obiettivi e i risultati finora ottenuti da questa partnership, abbiamo intervistato il presidente e fondatore dell’ITS Academy Giulio Natta, Giuseppe Guglielmo Nardiello.

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Il presidente dell’ITS Academy Giulio Natta, Giuseppe Guglielmo Nardiello

Presidente Nardiello, come giudica la situazione, in Italia, della formazione tecnica delle giovani generazioni interessate a entrare nei settori Pharma e Life Science?


Nardiello:
“La situazione attuale è ambivalente. Da un lato, l’interesse per questi settori è in crescita, spinto dalla reputazione di stabilità e innovazione dell’industria farmaceutica e delle scienze della vita. Altro fattore vincente è sicuramente l’elevata qualità della ricerca accademica, anche grazie all’ampio numero di poli d’eccellenza nel campo che offrono corsi universitari e ITS altamente specializzati e in linea con le esigenze del mercato.

L’interesse da parte degli studenti è confermato anche da un costante aumento degli iscritti ai percorsi scientifici, sicuramente anche grazie all’alto tasso di occupabilità, superiore alla media nazionale.

Tuttavia, persiste un divario tra le competenze richieste dalle aziende e quelle fornite dal sistema formativo tradizionale. La mancanza di percorsi formativi che uniscano le competenze teoriche a quelle pratiche, l’insufficiente integrazione tra formazione e impresa, così come la scarsa conoscenza delle opportunità di carriera sono problemi reali che ci troviamo ad affrontare quotidianamente.

Diverse associazioni di categoria, come Farmindustria e Federchimica, evidenziano un gap tra le competenze richieste dalle aziende e quelle effettivamente disponibili. Occorre colmare questo divario per mantenere e accrescere la competitività nel settore farmaceutico. Una maggiore sinergia tra i vari attori coinvolti è la chiave di tutto”.

Negli ultimi anni avete registrato un aumento dell’interesse degli studenti verso il comparto?

Nardiello: “Abbiamo registrato un incremento di candidati che decidono di iscriversi al test d’ingresso per i nostri corsi attinenti all’area Pharma. Rispetto a 5 o 6 anni fa gli studenti sono maggiormente interessati a questo settore, che nasce come spin-off del nostro tradizionale corso di Chimica industriale.

Un fattore determinante in questo aumento è stato dettato dal ruolo sempre più cruciale della ricerca in ambito farmaceutico e del conseguente sviluppo di nuovi farmaci, principi attivi e vaccini, legati al periodo della pandemia”.

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La nuova sede dell’ITS Academy Giulio Natta a Treviolo (BG)

Ci può descrivere in breve l’offerta formativa del vostro Istituto nell’area Pharma?


Nardiello: “Il nostro ITS propone quattro corsi nell’area Pharma: il corso di Technology & Digital Healthcare, che si svolge sia a Bergamo, sia all’interno dell’Ospedale San Raffaele a Milano, e il corso in Impianti e produzioni farmaceutiche, con una sede a Bergamo e una a Lainate.
Il corso di Technology & Digital Healthcare forma la figura del tecnico biomedicale, una figura tecnica che si occupa della manutenzione preventiva e correttiva, a livello informatico ed elettronico, delle apparecchiature biomedicali.

È un corso che unisce il mondo dell’informatica, dell’elettronica ed elettrotecnica, e quello delle tecnologie 4.0 che hanno un’applicazione a livello ospedaliero. I nostri diplomati lavorano poi o all’interno di realtà ospedaliere di diverso tipo, o all’interno di aziende che producono apparecchiature biomedicali.

Il corso di Impianti e produzioni farmaceutiche forma tecnici di convalida sugli impianti farmaceutici, una figura di nicchia, ma altamente richiesta dal mercato del lavoro perché le aziende sono obbligate per legge a portare avanti quelle attività di convalida in cui si specializzano i nostri studenti. La conoscenza del funzionamento degli impianti si unisce a quella delle normative che definiscono cosa controllare su questo, proprio perché il processo che porta alla produzione del farmaco è estremamente controllato e normato. I nostri diplomati diventano quella figura che certifica la sicurezza del farmaco che viene assunto”.

 

Quale peso hanno i temi della consulenza, convalida, qualità e conformità degli impianti farmaceutici?


Nardiello: “Hanno un peso cruciale e crescente all’interno dell’industria farmaceutica.
La consulenza specialistica rappresenta un supporto strategico per le aziende che devono progettare, espandere o adeguare alle nuove normative i loro impianti, oltre a permettere loro di acquisire competenze specialistiche e ottimizzare processi e risorse aziendali.
Quanto alla convalida, è innanzitutto necessario ricordare che si tratta di un obbligo normativo. Questo impone che sia dimostrato e documentato che tutti i processi, i sistemi e le attrezzature funzionino correttamente, in modo da assicurare la sicurezza e qualità del prodotto finale.

E la qualità è proprio il cuore dell’industria farmaceutica, perché tutte le attività devono essere conformi alle Good Manufacturing Practices al fine di garantire la fiducia di pazienti e professionisti sanitari durante l’assunzione di farmaci.

Concludendo con la conformità, i farmaci non possono essere immessi sul mercato, e nemmeno essere prodotti, senza di essa. Questi quattro aspetti sono insomma intrinsecamente collegati e assicurano che gli impianti farmaceutici operino in modo sicuro, efficiente e in piena osservanza delle normative, garantendo un’alta qualità e idoneità all’assunzione dei prodotti finali”.

 

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Come è nata la collaborazione con PVS e quali obiettivi ha?

Nardiello: “La collaborazione con PVS è nata dalla volontà condivisa di creare un ponte solido tra la formazione tecnica specialistica e il mondo del lavoro. Fin dall’inizio, l’obiettivo comune è stato quello di fornire agli studenti un percorso formativo fortemente orientato all’applicazione pratica delle competenze, in linea con le esigenze del settore farmaceutico e in particolare con quelle legate alla convalida di impianti”.

 

Quali sono i principali valori che condividete?

Nardiello: “Con PVS condividiamo una visione formativa centrata sull’operatività e la qualità. Entrambi crediamo nell’importanza di formare figure professionali competenti, consapevoli e in grado di affrontare con efficacia le sfide del mondo del lavoro. Al centro di questa collaborazione ci sono valori come la responsabilità, la crescita continua, l’innovazione e, soprattutto, l’attenzione verso le persone: sia come studenti in formazione sia come futuri professionisti”.

Come vengono coinvolti, nelle attività didattiche, gli operatori di PVS?

Nardiello: “La collaborazione con PVS è attiva dal 2023 e nasce dalla richiesta di profili tecnici nel settore farmaceutico, profili che le aziende faticano a trovare. Gli operatori di PVS partecipano attivamente alle attività didattiche, entrando direttamente in aula come docenti e formatori. Portano con sé casi reali, esempi pratici, offrendo agli studenti un approccio concreto e aggiornato. Questo coinvolgimento consente agli studenti non solo di apprendere concetti tecnici complessi in maniera più efficace, ma anche di comprendere come questi si applicano nella realtà lavorativa.

La presenza in aula di operatori di PVS consente anche all’azienda, così come ad altre realtà, di conoscere il gruppo classe, individuare già alcuni studenti magari più coinvolti, partecipi ed attivi e segnalarli ai colleghi delle risorse umane per eventuali inserimenti. L’aula diventa a tutti gli effetti una vetrina. Spesso capita che i docenti diventino poi colleghi degli studenti, già durante il periodo di tirocinio ma soprattutto una volta che l’inserimento si è finalizzato. Il successo della formazione ITS in Italia è infatti determinato dalle collaborazioni con le imprese, come con PVS in questo caso. Senza loro la formazione non avrebbe senso di esistere”.

 

Qual è stata finora la risposta degli studenti a questa iniziativa?

Nardiello: “La risposta degli studenti è stata estremamente positiva. Apprezzano in modo particolare l’approccio pratico e l’opportunità di confrontarsi direttamente con professionisti del settore.

Gli interventi di PVS permettono loro di comprendere meglio le dinamiche aziendali, i ruoli professionali e le competenze richieste, aumentando la motivazione e la consapevolezza rispetto al proprio percorso formativo e alle prospettive future. Inoltre, per molti di loro si tratta della prima occasione concreta per immaginarsi inseriti in un contesto lavorativo reale”.

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I tirocini in PVS hanno dato anche degli esiti in termini di assunzioni presso l’azienda?

Nardiello: “Ogni anno, diversi studenti svolgono il tirocinio curriculare presso PVS: l’inserimento in azienda avviene ancora prima della conclusione del tirocinio stesso. Questo avviene sia per rispondere alle esigenze organizzative e procedurali interne all’azienda, sia per il forte desiderio condiviso da parte dei ragazzi e di PVS di proseguire il percorso insieme.

Si tratta in questo caso di un cerchio che si chiude: l’azienda mette a disposizione le sue risorse per le attività di docenza, individua in aula gli studenti più in linea con le sue esigenze e decide di attivare con loro un contratto di lavoro ancora prima del loro diploma”.

Tornando al primo punto: su cosa devono puntare istituzioni, operatori della formazione e aziende per contribuire alla competitività e al know how dell’industria italiana, in particolare nel settore chimico-farmaceutico?

Nardiello: “Sono diversi, a mio parere, gli aspetti su cui è necessario concentrarsi, a partire da una maggiore integrazione e sinergia tra industrie, istituzioni e operatori della formazione, con l’istituzione di tavoli di lavoro, modelli di partenariato e lo sviluppo congiunto di progetti innovativi.

Sarà poi necessario rafforzare il settore della formazione tecnica, a partire dagli stessi ITS, che per garantire una formazione pratico-applicativa di qualità hanno bisogno di un forte supporto economico e di conoscenza da parte delle aziende, di laboratori didattici all’avanguardia e di programmi di studio che rispecchino appieno le richieste del mondo del lavoro.

Ovviamente per far affluire gli studenti in questi corsi sarà necessario un importante investimento nelle attività di comunicazione e orientamento, in modo da rendere il settore ancor più attrattivo e far conoscere loro validi corsi di formazione che permettano di lavorare nell’ambito farmaceutico con soli due anni di studio.

Per rendere il tutto ancora più attrattivo è infine necessario puntare su incentivi fiscali e borse di studio, oltre a realizzare percorsi di studio trasversali, che includano non solo conoscenze settoriali, ma anche legate al mondo del digitale e delle tecnologie 4.0, oltre alle soft skills reputate più interessanti dalle aziende e forse più difficili da acquisire senza un percorso fortemente tecnico”.

 

 

“Fondamentale il ruolo attivo delle aziende nel formare le nuove generazioni”

Le aziende non possono solo richiedere le competenze, ma devono anche contribuire a crearle. Sono dunque chiamate a dare un contributo responsabile e attivo per colmare quelle carenze tecniche che potrebbero mettere sempre più a rischio il futuro di una industria d’eccellenza come quella italiana. Ne è convinto Rodolfo Russo, amministratore delegato di PVS. Egli ritiene fondamentale che le aziende affianchino gli enti formativi per affrontare insieme questa sfida complessa. Proprio come sta facendo PVS con l’ITS Academy Giulio Natta.

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Rodolfo Russo, amministratore delegato di PVS

Rodolfo Russo, che ruolo devono esercitare le aziende nel difficile compito di ridurre la distanza fra le competenze richieste e quelle disponibili sul mercato, con particolare riferimento al mondo del pharma?

Russo: “Le aziende hanno la responsabilità di diventare parte attiva nel processo formativo dei giovani. Nel settore farmaceutico, dove i livelli di specializzazione e regolamentazione sono molto elevati, è essenziale che le imprese non si limitino a richiedere competenze, ma collaborino per crearle, affiancandosi agli enti formativi. Questo significa per noi offrire occasioni di tirocinio, momenti di formazione e occasioni di confronto diretto con i professionisti. In questo modo si riduce il divario tra ciò che viene insegnato e ciò che serve realmente in azienda, accelerando l’inserimento lavorativo e formando figure pronte a essere inserite nei team, contribuendo da subito alle attività che PVS svolge presso i clienti”.

 

Qual è il bilancio di questi primi anni di esperienza con l’ITS Academy Giulio Natta? Quanti studenti e studentesse avete coinvolto nel tirocinio e quanti sono stati infine integrati in modo stabile nel vostro staff?

Russo: “Il bilancio di questi primi anni di collaborazione è decisamente positivo e ci rende molto soddisfatti dei risultati raggiunti. A partire dal 2023 abbiamo accolto in PVS undici risorse che hanno iniziato il loro percorso con il ruolo di Junior Validation Technician. Dieci di loro hanno scelto di continuare la loro esperienza in azienda, mentre uno ha deciso di cambiare settore.

Il tirocinio si è rivelato un’esperienza preziosa per i giovani coinvolti, che hanno potuto confrontarsi con attività concrete e imparare direttamente sul campo. La formula della formazione on the job, affiancata da un supporto costante dei nostri esperti, ha permesso ai tirocinanti di sviluppare competenze pratiche e di acquisire familiarità con i processi di convalida che rappresentano un punto cardine della nostra attività”.

 

Quali corsi terrete nell’anno accademico 2025/2026?

Russo: “Il Corso di Impianti Farmaceutici vedrà nuovamente il coinvolgimento di PVS, che per il secondo anno consecutivo sarà presente con la docenza del modulo formativo di Impianti Chimici, grazie all’esperienza e alla professionalità dei nostri colleghi Marco Ronchi e Nicolas Livraghi. Il percorso accompagnerà le studentesse e gli studenti fino agli esami finali, con l’obiettivo di sviluppare solide competenze operative e la consapevolezza necessaria per favorire un inserimento qualificato e responsabile nel mondo del lavoro”.

Che stimoli ricevete dai giovani e quali sono gli aspetti a cui loro si mostrano più interessati?

Russo: “I ragazzi e le ragazze portano in azienda una ventata di entusiasmo, curiosità e una forte motivazione ad apprendere, elementi che arricchiscono non solo il loro percorso, ma anche l’ambiente di lavoro. Sono motivati a misurarsi con attività concrete e a comprendere fino in fondo i processi che caratterizzano il nostro settore. Questa collaborazione diventa anche un’occasione preziosa per i nostri tecnici più esperti, che hanno la possibilità di trasmettere il proprio know-how e contribuire così alla crescita di una nuova generazione di professionisti specializzati”.

Quali sono le prospettive per chi matura una formazione tecnica nel settore chimico-farmaceutico e, in particolare, per chi entra in PVS?

Russo: “Le prospettive per un giovane che sceglie una formazione tecnica nel settore chimico-farmaceutico sono molto incoraggianti. Si tratta di un comparto in costante crescita, che necessita continuamente di figure qualificate e pronte ad affrontare sfide tecnologiche e regolatorie sempre più complesse. Per chi si forma in questo ambito, le opportunità di carriera sono quindi concrete e orientate al medio-lungo periodo.

In particolare, chi entra in PVS trova un contesto dinamico, strutturato e attento alla crescita interna, con percorsi di specializzazione e occasioni di sviluppo professionale calibrati sulle competenze e le aspirazioni individuali.

È un ambiente in cui passione e professionalità vengono valorizzate e trasformate in reali opportunità di carriera. Un aspetto che riteniamo centrale è la responsabilità verso i nostri clienti, ai quali vogliamo garantire affidabilità assoluta in ogni fase dei processi di convalida. Per questo motivo, l’ingresso dei giovani in azienda non è soltanto un momento di formazione e crescita personale, ma rappresenta anche un tassello fondamentale per consolidare lo standard di qualità e la fiducia che caratterizzano i nostri servizi”.

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