Metron: nell’industria chimica la transizione energetica passa da quella digitale
Il settore chimico rientra fra i più energivori del panorama industriale. Per la decarbonizzazione e l’efficientamento energetico, Metron propone un innovativo programma volto al raggiungimento degli obiettivi attraverso la digitalizzazione.
Oggi le grandi aziende necessitano di una migliore gestione dell’energia consumata. Il percorso di decarbonizzazione in atto, sebbene rappresenti un cammino complesso, può trasformare i relativi costi in opportunità.
In particolare, nel settore chimico, la riduzione dei consumi (e della carbon footprint) è una sfida ancora più complessa e cruciale. Questo settore risulta infatti particolarmente energivoro, a causa delle elevate temperature e pressioni richieste per molte reazioni chimiche e processi di produzione. Le emissioni derivano quindi principalmente dall’uso di fossile con cui ottenere calore.
Con questa premessa, la transizione energetica dovrà inevitabilmente tenere conto di azioni complesse, tra cui il graduale ma serrato passaggio alle fonti di energia rinnovabile, come ad esempio l’energia solare, l’eolico, le biomasse. Sebbene sia un ramo in stallo da decenni, anche l’idroelettrico, quello che chiamavano “carbone bianco”, può contribuire all’affrancarsi dai combustibili tradizionali.

Raffaella Galiano, General Manager di Metron Italia
Tuttavia, un cambio nella tipologia di fonti generative da sola non basta, poiché di pari passo ai metodi produttivi è necessario anche svoltare nei metodi di consumo. Occorre quindi procedere anche alla mitigazione delle emissioni dirette e indirette di CO2 che derivano dalle varie attività. Completa il percorso la pratica di migliorare l’efficienza energetica dei processi produttivi, andando ad individuare e ridurre tutti gli sprechi intervenendo sul portfolio degli asset.
A questo proposito Metron ha recentemente lanciato in Italia un progetto innovativo, della durata triennale, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e la decarbonizzazione dei siti industriali. Il programma Energy Optimized Factory (EOF) combina tecnologie di intelligenza artificiale (e machine learning) con competenze umane specializzate, all’interno di una piattaforma digitale avanzata. EOF è nato sulla base dell’esperienza con Decarbon Fast Track, iniziativa a livello europeo che ha visto coinvolti alcuni grandi gruppi industriali e che, attraverso l’uso della digitalizzazione, consente di ridurre 100.000 tonnellate di CO₂ in soli 24 mesi.
Il dato: usarlo per crescere e cambiare approccio
La filosofia di Metron, la cui sede italiana è guidata dalla General Manager Raffaella Galiano, è quella di impegnarsi nella diffusione della cultura del dato. Ciò rappresenta un cambiamento radicale nei modelli lavorativi che vengono sostanzialmente ridisegnati, abbattendo i silos, facendo in modo che ogni decisione sia informata. Il perché di questa scelta deriva dal fatto che all’interno delle aziende si compie il processo di digitalizzazione senza però promuovere la cultura innovativa.
Metron spinge così a plasmare un approccio differente per quanto riguardo lo scambio di informazioni fra parti fisiche, come produzione e generazione, le quali sono tipicamente silos. In questo modo tutti gli attori coinvolti fra le parti hanno la possibilità di accesso a un unico sistema con cui visionare e rendicontare dati e risultati. Questi dati consentono di innalzare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di CO2; un risparmio energetico guidato a tutti gli effetti dai dati, con una riduzione delle emissioni che genera rapidamente benefici con un ROI altrettanto veloce.

Una nuova energia, in tutti i sensi
Gli ambiti su cui si concentrerà EOF sono quattro e sebbene siano piccoli, risultano molto verticali e particolarmente energivori:
– generazione di vapore;
– cogenerazione;
– generazione di aria compressa;
– raffreddamento (chiller).
La piattaforma EOF, dal punto di vista tecnologico, recupera, integra e visualizza i dati. Successivamente inizia a operare sui propri modelli e algoritmi con cui predisporre l’ottimizzazione e le raccomandazioni operative degli asset. Lo scopo è quello di individuare il miglior modo per aumentare la produttività dell’asset stesso ottimizzandone i consumi.
EOF apre la porta a tutte le aziende attive in Europa, indipendentemente dal settore di riferimento. Esistono alcuni criteri da soddisfare per accedere a questo programma:
– un numero minimo di tre siti produttivi;
– un costo energetico annuale superiore a 5 milioni di euro per impianto;
– un consumo combinato (elettricità + gas) di almeno 80 GWh/anno.

Va precisato che questi criteri non sono vincolanti, tuttavia sono necessari ad identificare un perimetro “tipo” in cui sviluppare gli step di ottimizzazione. La piattaforma Metron per i siti di produzione prende in esame specifici asset e non lavora inizialmente sull’intero impianto. In questo modo è possibile ottenere delle quick win e iniziare a consolidare le best practice che andranno ad essere estese all’intero gruppo di impianti e a livello digitale all’intero Corporate.
In uno scenario dove la competitività è imprescindibilmente legata all’efficienza dei processi, si assiste al boom delle realtà che hanno compreso come mixare le tecnologie d’avanguardia. La trasformazione digitale è un iter che procede per step: non è possibile fare progressi considerevoli partendo da zero. Ciò perché la trasformazione prevede un importante passo come il cambio culturale. Il che richiede un suo preciso percorso.






































































