Il pharma come modello per la ripresa dell’industria italiana

Una delle chiavi di lettura dei migliori dati del pharma rispetto al resto dell’industria italiana riguarda la dimensione delle imprese, che incide sulla capacità di investire in innovazione e di creare prodotti ad alto valore aggiunto.

di Alessandro Bignami

L’industria farmaceutica italiana vive una condizione diversa dal contesto generale della manifattura nazionale. Quest’ultima appare ormai da tempo in una fase di evidente impasse, con i dati della produzione industriale in calo da oltre due anni e una produttività nettamente inferiore alla media europea.

Una delle chiavi di lettura dello scarto fra il pharma e il resto dell’industria italiana va ritrovata probabilmente nella dimensione delle imprese, che è a sua volta correlata con la capacità di investire in innovazione e di creare prodotti ad alto valore aggiunto. Secondo i dati dall’Osservatorio Nomisma l’incidenza delle microimprese nel pharma è più che dimezzata rispetto alla manifattura, dove rappresentano un quinto del totale. I numeri rivelano una vera e propria unicità del settore farmaceutico, con differenze sensibilmente evidenti rispetto alla media industriale.

Basti pensare che nel 2023, oltre il 40% delle aziende farmaceutiche italiane erano composte da almeno 50 dipendenti, contro il 3,2% di tutto il manifatturiero. Le grandi imprese con più 250 addetti hanno generato oltre il 75% del fatturato globale della farmaceutica, percentuale che non supera il 46% nell’industria.

Anche sul fronte dell’occupazione il pharma mostra risultati nettamente superiori alla media manifatturiera. Nel 2024, sempre secondo l’Osservatorio Nomisma, gli addetti sono aumentati del 3,7% rispetto allo 0,6% generale. Un dato che riporta il settore ai livelli immediatamente prima del Covid e consolida la tendenza nel tempo, così come è accaduto in pochissimi altri settori. A marcare ulteriormente questo scarto è la produttività, grazie all’elevato valore aggiunto per occupato, pari a 180 mila euro, più del doppio della media manifatturiera.

Di fronte alle tensioni globali, alla situazione complessa che sta vivendo l’economia europea e alle incertezze create del sistema di payback, la farmaceutica italiana mostra una resilienza impressionante e si impone come un modello di riferimento per il tessuto industriale del nostro paese, che frammentarietà, bassa produttività e scarsi investimenti nell’innovazione rendono vulnerabile davanti alle sfide enormi dell’attuale contesto economico internazionale.

altri articoli

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ULTIMO NUMERO

ULTIME NOTIZIE

NAVIGA PER CATEGORIA

Attualità

Ricerca

Tecnologie

Interviste

Automazione

Strumentazione

Fiere ed Eventi

Approfondimenti

Sicurezza

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER