Labotec porta il laboratorio al centro dell’industria
La seconda edizione di Labotec punta sul rafforzamento delle collaborazioni scientifiche, sulla nuova Demo Area e sull’internazionalità. Fabio Bettio spiega perché l’Italia aveva bisogno di una piattaforma interamente dedicata al mondo del laboratorio e dell’analisi.
di Alessandro Bignami
“Un’intuizione che ha funzionato, anche perché in Italia mancava una proposta fieristica interamente dedicata al laboratorio”. Fabio Bettio, Direttore di Labotec, spiega perché Koeln Parma Exhibitions creda fermamente nel progetto dedicato al mondo del laboratorio e della strumentazione d’analisi che, dopo il positivo debutto dello scorso anno, torna con la seconda edizione a Fiere di Parma il 27 e il 28 ottobre 2026. Labotec sarà in contemporanea con i primi due giorni della 54esima edizione di Cibus Tec, la mostra leader sulle tecnologie per il food and beverage che si svolgerà nello stesso polo espositivo dal 27 al 30 ottobre.

Fabio Bettio, Exhibition Director presso Koeln Parma Exhibitions
Fabio Bettio, la seconda edizione di Labotec sarà in concomitanza con Cibus Tec, da quasi 90 anni evento di riferimento per l’industria Food & Beverage. Ci saranno delle sinergie fra i due eventi?
“Sì, sfrutteremo questa contemporaneità a vantaggio dei visitatori. Non ci saranno steccati fra le due fiere, che potranno essere liberamente visitate con un unico biglietto. La sinergia sarà soprattutto organizzativa e logistica. Diversamente da Cibus Tec, estesa su quattro giorni, Labotec manterrà però il formato snello e concentrato dei due giorni”.
A quali settori manifatturieri si rivolge la piattaforma espositiva e congressuale di Labotec?
“A tutto il mondo dell’industria e della ricerca, poiché il laboratorio è importante dovunque ci sia un processo produttivo. All’edizione precedente parteciparono in modo maggioritario operatori del settore alimentare, farmaceutico, chimico, ma anche il mondo dell’ambiente e dei laboratori conto terzi. Il food prevalse per il nostro profondo radicamento nel settore, dove appunto siamo storicamente presenti con Cibus Tec e Cibus, dal 2024 anche con Tuttofood. Crediamo però che chimica, farmaceutica e cosmetica abbiano grandi potenzialità di crescita, senza dimenticare biotecnologie, sanità, diagnostica e ricerca”.
Che numeri immaginate, anche alla luce dell’andamento della prima edizione?
“Nel 2025 i visitatori furono circa 4.000. Un numero in linea, già dalla prima edizione, con le fiere nazionali dedicate al laboratorio negli altri paesi europei, dove la forbice è sempre fra le 3.000 e le 7.000 presenze. Dirò di più: pur essendo partiti con un focus fortemente nazionale, già l’anno scorso abbiamo registrato il 25% di visite dall’estero. Questa tendenza internazionale non potrà che rafforzarsi, anche considerato il ruolo di leadership giocato da grandi gruppi stranieri. Per quest’anno ci aspettiamo, forti dell’80% di soddisfazione registrato nella prima edizione, dei numeri in crescita.
Al 90% degli espositori che hanno già rinnovato lo spazio, si aggiungeranno diverse nuove aziende, per una previsione complessiva di 260-280 espositori e brand. Sulle visite è ovviamente più difficile sbilanciarsi, ma le interazioni digitali e le preiscrizioni ci fanno pensare a un aumento significativo. Per le prossime edizioni l’internazionalità diventerà uno degli asset strategici, che perseguiremo con una intensa attività di incoming buyer per portare in fiera importanti player esteri e coltivare le relazioni internazionali, come da tempo facciamo con grandi risultati per Cibus Tec”.
Perché ritenete il laboratorio un settore strategico per Koeln Parma Exhibitions?
“Sappiamo di uscire dalla nostra ‘comfort zone’, essendo storicamente specialisti del settore alimentare e meccanoalimentare. Ma anche grazie alla nostra esperienza in questa filiera, sappiamo bene che il ruolo del laboratorio nelle diverse produzioni industriali è oggi cruciale: per la conformità a normative sempre più esigenti, per gli standard di qualità, sicurezza e igiene estremamente elevati, per le lavorazioni ad alto valore aggiunto o legate alla ricerca e sviluppo. Validazione, controllo, affidabilità sono temi imprescindibili per ogni processo. Penso in particolare alla farmaceutica, dove la normativa sulla produzione di farmaci sterili è stata recentemente rinnovata e rafforzata. Siamo convinti che un paese di eccellenze industriali come l’Italia avesse bisogno di una piattaforma dedicata al laboratorio d’analisi, che prima mancava”.

Ci sarà anche l’occasione di assistere a dimostrazioni dal vivo?
“Una delle principali novità della seconda edizione consiste proprio nell’allestimento, in collaborazione con LabWorld.it, della Demo Area. Riprodurremo in fiera un’area laboratorio con arredi, strumenti e tecnologie di diversi espositori che verranno dedicati all’esecuzione in tempo reale di analisi, esperimenti e simulazioni operative. Per garantire l’autorevolezza scientifica delle attività svolte, l’area verrà gestita da un comitato tecnico formato da esperti”.
Che peso avrà il programma convegnistico?
“Siamo consapevoli che per trattare argomenti così tecnici e complessi sia necessario stringere collaborazioni con partner scientifici e associazioni di settore autorevoli. Per esempio, siamo molto contenti di aver rafforzato quest’anno la collaborazione con la Società Chimica Italiana. Hanno aderito all’Area della Scienza, sviluppata in collaborazione con LabWorld.it, altre importanti organizzazioni, istituzioni, università e centri di ricerca. La preparazione del campione, l’automazione, la digitalizzazione, la qualità del dato, il controllo, la compliance, la microscopia e la spettroscopia sono alcune delle tendenze tecnologiche che saranno messe sotto i riflettori della LabWorld Arena, dove si svolgerà un articolato calendario di incontri promossi dagli stessi espositori di Labotec”.
Un altro tema attuale è quello legato a formazione, trasferimento di competenze e ricerca di nuove risorse…
“Labotec propone a questo proposito la Talent Academy, organizzata in collaborazione con l’ente di formazione Cisita Parma (https://www.cisita.parma.it/), che punterà a dare visibilità ai giovani talenti, vera linfa per il futuro del settore. Grande attenzione verrà riservata inoltre al crescente ruolo delle donne all’interno dei laboratori. Le giovani ricercatrici stanno contribuendo a trasformare molti settori produttivi, che negli ultimi anni hanno visto un netto aumento del personale tecnico-scientifico di genere femminile. Labotec offrirà momenti di incontro e networking per facilitare l’incontro tra le imprese, in costante ricerca di nuovi talenti, e giovani risorse qualificate”.
In un mondo industriale lanciato verso la transizione digitale quanto è ancora importante incontrarsi di persona?
“È fondamentale. Non solo per avvicinare domanda e offerta, ma per conoscersi, stabilire relazioni, sviluppare idee insieme, uscire dal proprio angolo e guardare oltre. Per il laboratorio in particolare era necessario un evento dedicato, così come avviene in altri parti del mondo: Labotec si propone come un motore per l’ulteriore sviluppo del settore in Italia. La nostra ambizione è consolidare l’evento come il punto di riferimento italiano per il laboratorio e come luogo privilegiato di incontro fra innovazione tecnologica, ricerca scientifica e mondo dell’impresa”.






































































