Una guida per i professionisti di laboratorio a LAB Italia 2026
In tutta Europa, ai laboratori viene richiesto di fare di più, con maggiore precisione, sotto regolamentazioni più stringenti e con crescente pressione a produrre dati non solo accurati, ma anche difendibili.
LAB Italia 2026, in programma il 16 e 17 giugno all’NH Milano Congress Centre di Milano, si inserisce in questo contesto in evoluzione. Piuttosto che presentare l’innovazione in modo isolato, riunisce ricerca, regolamentazione e applicazione in un ambiente pensato per affrontare le sfide reali dei laboratori.
Pochi temi riflettono queste pressioni quanto i PFAS. Con l’aumento dell’attenzione su questi contaminanti persistenti, i laboratori devono perfezionare la rilevazione, allineare i metodi, validare i risultati tra reti diverse e rispondere a requisiti normativi in evoluzione.
È in questo contesto che LAB Italia si posiziona: non solo come fiera, ma come ambiente di lavoro in cui le sfide vengono analizzate nel dettaglio e prendono forma soluzioni concrete. Per i professionisti delle scienze chimiche e fisiche, rappresenta un’opportunità mirata per confrontarsi con i temi che stanno plasmando le pratiche di laboratorio.
PFAS e analisi ambientale: dai dati alle decisioni
Tra le aree più rilevanti del programma vi sono le sessioni dedicate ai PFAS attraverso studi interlaboratorio e ricerche collaborative. Queste discussioni si concentrano sulle prestazioni dei metodi, sulla comparabilità e sull’affidabilità, rivolgendosi direttamente ai laboratori impegnati nell’analisi delle acque, nel monitoraggio industriale e nella conformità ambientale.
A LAB Italia 2026, Sandro Spezia, Direttore di UNICHIM, e Maurizio Bettinelli, coordinatore del programma di prove valutative ambientali di UNICHIM, presenteranno i risultati di quattro circuiti interlaboratorio consecutivi, che hanno coinvolto oltre 130 laboratori partecipanti. Dai primi cicli è emerso un andamento costante di recupero insufficiente per i composti PFAS a catena lunga, un risultato con implicazioni dirette per qualsiasi laboratorio impegnato a rispettare le soglie normative attuali. I circuiti successivi hanno introdotto un protocollo analitico modificato, con trattamento al metanolo in linea con la norma UNI EN 17892, e il miglioramento osservato su tutti i congeneri è stato significativo.
Claudio Bettinelli, anche lui di UNICHIM, presenterà il tema dell’agitazione del campione come fonte sottovalutata di variabilità analitica. Per i laboratori che hanno riscontrato problemi di riproducibilità nella determinazione dei PFAS, queste sessioni offrono indicazioni concrete e basate su evidenze, difficili da trovare altrove.
Lo stesso team affronterà anche la caratterizzazione dei rifiuti tramite prove di lisciviazione, ambito in cui i dati interlaboratorio hanno evidenziato incoerenze metodologiche, di interesse per i laboratori attivi nel monitoraggio industriale e nella conformità ambientale.
Standard, accreditamento e linguaggio della misura
Accanto ai contaminanti emergenti, il programma pone forte attenzione sui framework che sostengono il lavoro di laboratorio. Sessioni guidate da importanti organismi scientifici esplorano temi come accreditamento, qualità analitica e armonizzazione della terminologia a livello internazionale. L’allineamento continuo di definizioni e metodologie non è un esercizio teorico, ma influenza direttamente il modo in cui i laboratori operano, collaborano e riportano dati oltre i confini. Per i professionisti della qualità e della compliance, questo offre sia una visione strategica sia indicazioni pratiche.
Dalla ricerca all’applicazione: cosa è pronto per il laboratorio
LAB Italia mette in evidenza anche la ricerca applicata con chiari percorsi verso l’utilizzo in laboratorio. Nel corso del programma, i progressi nella diagnostica rapida, nei materiali reattivi e nei nuovi modelli di test dimostrano come l’innovazione scientifica venga tradotta in strumenti capaci di migliorare efficienza, coerenza e riproducibilità. L’attenzione non è solo sulla scoperta, ma su ciò che è già pronto per essere implementato in ambienti di laboratorio reali.
Tecnologia nella pratica: quando il dettaglio conta
Oltre al programma congressuale, le sessioni del Programma Tecnico, offrono una prospettiva più tecnica e operativa. Queste presentazioni, curate da espositori e specialisti tecnologici, permettono di approfondire strumentazione, tecniche analitiche e ottimizzazione dei flussi di lavoro nella pratica. Creano uno spazio per discussioni dettagliate, consentendo ai partecipanti di andare oltre i concetti generali e comprendere come le tecnologie funzionano e si integrano nei processi esistenti.
Giulia Draghi, Sales Manager di GVS, analizzerà le sfide analitiche legate ai limiti di quantificazione estremamente bassi richiesti dalle normative moderne sui PFAS; Fabio Stropeni di SRA Instruments presenterà soluzioni per l’automazione della preparazione dei campioni; ed Emanuele Ceccon affronterà una domanda che molti chimici analitici si pongono: dopo due decenni di analisi dei PFAS, è stato davvero raggiunto un consenso sulle migliori pratiche?
Perché è rilevante oggi
Per i professionisti di laboratorio che partecipano a LAB Italia, il valore risiede nella convergenza di questi elementi. Il programma consente di approfondire le nuove sfide analitiche, offrendo al tempo stesso chiarezza sugli standard in evoluzione e accesso a soluzioni applicabili nel lavoro quotidiano. È proprio questa combinazione di ricerca, regolamentazione e applicazione concreta a rendere l’evento particolarmente rilevante per chi opera nel settore dei laboratori.
In un contesto in cui precisione, coerenza e capacità di adattamento sono essenziali, questo tipo di confronto non è facoltativo, ma una vera necessità professionale.
LAB Italia 2026 si terrà il 16 e 17 giugno all’NH Milano Congress Centre di Milano. La registrazione è gratuita, con iscrizione separata per i corsi ECM.







































































