Sanofi: lo stabilimento di Anagni produrrà farmaci biotech e terapie innovative contro le malattie rare

Innovazione tecnologica, farmaci biotech di ultima generazione e una crescente collaborazione tra pubblico e privato sono i pilastri delle politiche per la salute e la filiera del Lifescience del futuro. Un lavoro congiunto, tra decisori politici e protagonisti dell’industria farmaceutica, nell’interesse del paziente e della competitività di un settore che costituisce un’eccellenza europea. È quanto è emerso oggi nel corso dell’evento organizzato per la celebrazione dei 50 anni dello stabilimento Sanofi di Anagni (Frosinone).

Un sito di eccellenza, il più giovane dei tre stabilimenti italiani – Sanofi ha anche uno stabilimento a Origgio (VA) e Scoppito (AQ) – che affronta il futuro con una maggiore competitività, appresta a svolgere un ruolo sempre più rilevante per il gruppo francese.

In un’epoca in cui la sanità sta affrontando cambiamenti rapidi e significativi, il 50° anniversario dello stabilimento produttivo ha offerto l’occasione per un momento di riflessione cruciale, ponendo al centro le sfide emergenti che il settore sanitario e prendendo come punto di partenza imprescindibile l’innovazione, la ricerca e la competitività. Un’occasione di confronto tra attori pubblici e privati per plasmare un futuro della sanità all’insegna dell’innovazione, della ricerca e della competitività, garantendo così cure sempre più avanzate e accessibili per tutti.

Al confronto, oltre ai rappresentanti dell’azienda Brendan O’Callaghan, Executive Vice President, Manufacturing and Supply di Sanofi, Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato, Sanofi Italia & Malta e Alessandro Galassini, direttore stabilimento, hanno preso parte importanti rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale e regionale: il Ministro della Salute Orazio Schillaci; Claudio Durigon, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali; Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore Sviluppo Economico, Regione Lazio; Francesco Zaffini, presidente 10° Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale al Senato della Repubblica; Salvatore De Meo, presidente Commissione Affari Costituzionali al Parlamento Europeo; Aurelio Regina, presidente Fondimpresa; Maurizio Marchesini, vicepresidente per le Filiere e le Medie Imprese, Confindustria; Daniele Natalia, sindaco di Anagni.

Sono intervenuti con un videomessaggio anche Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia,  Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Valentino Valentini, Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy.

L’evento si è concluso con l’inaugurazione di un reparto di liofilizzazione NFD2 completamente rinnovato in una logica di forte automazione e integrazione digitale che permetterà al sito di ridurre al massimo il rischio di contaminazione legato alle operazioni. L’evoluzione verso una gestione al 100% digitale punta infatti allo studio, all’analisi e alla sperimentazione di un processo completo di preparazione, riempimento, liofilizzazione e ghieratura automatizzato ed intelligente che minimizza l’intervento dell’operatore per azzerare i rischi di contaminazione, per un continuo miglioramento del processo, della sicurezza e qualità del prodotto a beneficio del paziente e un progressivo upskilling delle competenze del personale.

Sanofi

“Oggi confermiamo lo stabilimento di Anagni fiore all’occhiello per Sanofi. Da 50 anni infatti rappresenta un centro di eccellenza per la produzione di farmaci sterili iniettabili, per l’80% destinati all’esportazione in più di 90 Paesi del mondo”, ha commentato Marcello Cattani, presidente e Ad Sanofi Italia & Malta. “Grazie al processo di modernizzazione e digitalizzazione avviato negli ultimi anni si pone, senza dubbio, tra i poli di avanguardia per la produzione farmaceutica nazionale ed europea. Qui siamo pronti ad avviare una nuova fase, con la produzione di farmaci biotech, vaccini e terapie innovative per le malattie rare, guardano ad altri 50 anni di successi ed eccellenza”.

Grazie a investimenti di oltre 37 milioni di euro nell’ultimo triennio, supportati dal MIMIT e dalla Regione Lazio, lo stabilimento è stato coinvolto in un processo di trasformazione sia in termini di tecnologie e processi sia in termini di upskilling delle competenze interne verso una digitalizzazione spinta dei processi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data. Questa evoluzione gli permette di guardare al futuro con nuove produzioni di farmaci biotech, vaccini e terapie enzimatiche sostitutive per le malattie rare frutto della Ricerca Sanofi, che lo rendono ancora più strategico per il Gruppo.

“Per tutti noi oggi è un giorno di festa ma anche occasione per nuove consapevolezze e responsabilità”, ha spiegato Alessandro Galassini, direttore dello stabilimento di Anagni. “Siamo pronti a fare la nostra parte per scrivere il futuro della salute, contribuendo a offrire risposte concrete a patologie complesse e troppo spesso in attesa di terapie adeguate. Il valore aggiunto di questo stabilimento è rappresentato dalle sue persone, e dal loro impegno ed entusiasmo”.

“Per rispondere ai cambiamenti intervenuti, essere al passo con le innovazioni ed affrontare le sfide che ci attendono, dobbiamo guardare con favore anche alla sinergia tra tutti gli attori coinvolti nell’ambito farmaceutico”, ha dichiarato Orazio Schillaci, Ministro della Salute. “La finalità, infatti, è quella di condividere conoscenze, risorse e competenze per promuovere la scoperta e la disponibilità di nuovi farmaci che consentono di ridurre la mortalità, migliorare la qualità di vita delle persone e consentire significativi risparmi al Servizio Sanitario Nazionale”.

“La sinergia tra territorio e impresa privata è una leva strategica indispensabile per lo sviluppo degli attori coinvolti”, ha aggiunto Claudio Durigon, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. ” Questo appuntamento, che celebra 50 anni di eccellenza e avvia un nuovo corso per lo stabilimento Sanofi Italia e per Anagni e il suo tessuto produttivo, dimostra che è possibile costruire insieme sinergie capaci di tradursi in innovazione e crescita. Da non dimenticare, poi, l’impatto che l’azienda ha avuto e avrà sulla formazione e sull’implementazione di competenze specifiche, contribuendo a rendere l’Italia un polo all’avanguardia sotto questo punto di vista. È questa la direzione da seguire per accrescere la competitività e la capacità attrattiva del nostro Paese”.

Sanofi

“In un contesto storico così faticoso e di continui cambiamenti per la sanità, sono lieto di poter parlare di un settore di eccellenza in campo farmaceutico”, ha detto Franco Zaffini, presidente Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale di Palazzo Madama. “La Sanofi è un’azienda che ha sempre puntato all’innovazione per andare oltre i confini della scienza che adesso più che mai ha bisogno di imprese che sappiano e vogliano guardare al futuro a livello globale per competere con le nuove sfide che ci attendono. Lo scopo di noi tutti è migliorare la salute e di conseguenza la vita delle persone, per questo motivo questi 50 anni di storia dell’azienda li considero un punto da cui partire per una riflessione comune che abbia come unico obiettivo il rafforzamento del sistema sanitario da ogni punto di vista. Auguro a Sanofi, già leader a livello mondiale, e al presidente Marcello Cattani, di poter continuare a mettere in campo tutto il potenziale necessario in termini di innovazione, competenze e forme di collaborazione pubblico-privato per continuare ad avere sempre più centri d’eccellenza sostenendo insieme a noi comunità e territori”.

“La celebrazione dei 50 anni dello stabilimento Sanofi di Anagni rappresenta per il nostro territorio un traguardo importante”, ha commentato Roberta Angelilli, vicepresidente Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione. “Il settore farmaceutico e biomedicale è un elemento chiave dell’ecosistema produttivo laziale: nel 2022 con 12,7 miliardi di export, il Lazio si è confermato prima regione nel Paese per valore delle esportazioni di prodotti farmaceutici. Come Regione Lazio intendiamo sostenere queste realtà e facilitarne la permanenza sul territorio attraverso il sostegno alle politiche di investimento e lo snellimento burocratico. Insieme possiamo affrontare le sfide e i processi di trasformazione che il futuro chiede; innovazione, ricerca e competitività saranno sempre i pilastri delle nostre politiche industriali”.

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