Settore chimico UE27: prima metà del 2025 instabile
Secondo i dati Cefic, la competitività del settore chimico europeo rimane ben al di sotto dei livelli pre-crisi (media 2014-2019), a causa della debole domanda e dei prezzi energetici non competitivi. Ciò rappresenta un problema soprattutto per i prodotti di base e per la petrolchimica, dove la Cina detiene un vantaggio competitivo grazie alla produzione su larga scala e ai bassi costi produttivi.
Rispetto agli Stati Uniti, i prezzi del gas in Europa sono stati tre volte superiori nel periodo gennaio-luglio 2025, mantenendo i produttori europei in una posizione di svantaggio competitivo. Dal marzo 2022, il contesto operativo del settore chimico dell’UE27 è stato caratterizzato da domanda limitata e calo della fiducia imprenditoriale, aggravati dall’incertezza geopolitica.
Con un tasso di utilizzo della capacità pari al 74,6% nell’UE27, il settore chimico resta una preoccupazione centrale. Tale valore è costantemente rimasto al di sotto della media di lungo periodo dell’UE e della media statunitense dal terzo trimestre 2022, riflettendo le difficoltà derivanti dalla debole domanda e dalla fiducia imprenditoriale in calo. L’operatività del settore chimico UE27 si colloca al 9,5% al di sotto della capacità pre-crisi (2014–2019).
Anche la dinamica commerciale evidenzia la pressione: l’avanzo commerciale dell’UE27 nei prodotti chimici è sceso a 20,1 miliardi di euro nel primo semestre 2025, con un calo del 17% rispetto ai 24,4 miliardi del 2024, in gran parte a causa dell’aumento delle importazioni.
Le prospettive di ripresa restano incerte. L’aumento della domanda si prevede limitato a causa della debolezza delle condizioni economiche globali. L’ambiente commerciale in cui operano le imprese chimiche europee rimane esposto a elevati rischi legati alle interruzioni del commercio globale, comprese le tariffe statunitensi. Di conseguenza, la produzione chimica dell’UE27 è destinata a diminuire nel 2025, invertendo la crescita del 2,4% registrata nel 2024.
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